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Smuoviamoci

Smuoviamoci

Una nostra recente consultazione, condotta in occasione della Settimana europea della mobilità 2024, ha rivelato come ancora ci siano poca chiarezza sul concetto di sostenibilità e diffusi pregiudizi che potrebbero rallentare l’adozione di comportamenti di mobilità più sostenibili.

L’obiettivo del progetto Smuoviamoci è quello di contribuire a far chiarezza e a diffondere informazioni sulla mobilità sostenibile, al fine di ridurre i pregiudizi e favorire l’adozione di comportamenti responsabili.

Il progetto prevede l’avvio di una campagna informativa, veicolata su diversi canali, relativa a temi quali: sostenibilità e mobilità sostenibile, trasporto pubblico locale, mobilità individuale, mobilità condivisa, piattaforme digitali, benefici della mobilità sostenibile.

Il progetto è realizzato in collaborazione tra Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, MC, MDC, U.Di.Con., UNC.

Con il contributo non condizionato di

La sostenibilità è un concetto ampio che si riferisce alla capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri. Essa abbraccia diversi aspetti, tra cui ambientale, economico e sociale. La mobilità sostenibile è una sua componente fondamentale, poiché riguarda la capacità di muoversi in modo efficiente e responsabile, riducendo al minimo l’impatto ambientale. La sostenibilità e la mobilità sostenibile sono diventate questioni cruciali nel contesto della crisi ambientale odierna. Con questo articolo vogliamo esplorare i principi fondamentali della mobilità sostenibile, le soluzioni di trasporto a basse emissioni, l’importanza della pianificazione urbana e il ruolo della tecnologia e dell’innovazione. Verranno inoltre successivamente illustrati i benefici per la salute e l’ambiente, nonché le prospettive future per una mobilità più sostenibile.

Crisi ambientale e necessità di cambiamento

La crisi ambientale che stiamo affrontando è una realtà preoccupante. L’inquinamento atmosferico, le emissioni di gas serra e il cambiamento climatico stanno avendo gravi conseguenze sulla nostra salute e sull’ecosistema. È diventato impellente adottare misure concrete per ridurre l’impatto negativo dei nostri sistemi di trasporto e promuovere una mobilità più sostenibile.

La trasformazione verso una mobilità sostenibile richiede un approccio olistico che coinvolga tutti gli attori della società, dalle istituzioni ai cittadini. Attraverso l’adozione di soluzioni innovative, politiche adeguate e la promozione di stili di vita ecosostenibili, possiamo raggiungere un futuro in cui gli spostamenti rispettino l’ambiente e migliorino la qualità della vita di tutti.

Come realizzare una mobilità sostenibile

Principi di una mobilità sostenibile sono:

  • la riduzione delle emissioni di carbonio;
  • l’efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili;
  • l’accessibilità e inclusività per tutti gli utenti della strada;
  • l’integrazione e interconnessione dei diversi modi di trasporto;
  • la promozione di stili di vita e comportamenti ecosostenibili.

Le soluzioni per un trasporto a basse emissioni possono essere:

  • l’elettrificazione dei veicoli, dai monopattini alle auto è una soluzione chiave per ridurre le emissioni di carbonio. Questi mezzi sfruttano l’energia pulita prodotta da fonti rinnovabili, contribuendo a un sistema di trasporto più sostenibile;
  • incoraggiare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, attraverso infrastrutture sicure e accessibili, promuove uno stile di vita attivo e salutare, riducendo l’inquinamento e il congestionamento stradale;
  • l’adozione di sistemi di trasporto pubblico moderni, efficienti e interconnessi, alimentati da energia pulita, che offrono un’alternativa conveniente all’uso dei veicoli privati, contribuendo a una mobilità più sostenibile.

Anche la pianificazione urbana svolge un ruolo fondamentale nel promuovere una mobilità sostenibile. La progettazione di città compatte, con mix di destinazioni d’uso e infrastrutture di trasporto multimodali, incoraggia l’utilizzo di modi di spostamento a basse emissioni, come la camminata, la bicicletta e il trasporto pubblico.

Ed infatti l’elettrificazione del parco veicoli, con l’adozione di auto, bus, scooter e altri mezzi elettrici, rappresenta una delle soluzioni più promettenti per ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico. Grazie alla continua innovazione tecnologica, l’autonomia e le prestazioni dei veicoli elettrici stanno migliorando, rendendoli sempre più accessibili e attrattivi per i consumatori.

La mobilità sostenibile promuove quindi forme di trasporto ecologicamente responsabili, socialmente giuste ed economicamente sostenibili. 

Esistono diverse modalità di trasporto sostenibile:

  1. Trasporto pubblico: incentivare l’uso di autobus, tram e metropolitane riduce il numero di veicoli privati in circolazione.
  2. Biciclette: promuovere l’uso di biciclette attraverso infrastrutture dedicate (piste ciclabili, parcheggi per biciclette) e programmi di bike-sharing.
  3. Camminare: migliorare le infrastrutture per pedoni, come marciapiedi sicuri e attraversamenti pedonali ben progettati.
  4. Veicoli elettrici: promuovere l’uso di veicoli a basse o zero emissioni, attraverso incentivi fiscali e la creazione di reti di ricarica.
  5. Carpooling e ridesharing: incentivare la condivisione dei viaggi per ridurre il numero di auto in circolazione.

Come vedremo nei successivi approfondimenti la tecnologia e l’innovazione giocano un ruolo importantissimo nella transizione ecologica mirata alla sostenibilità ambientale e del trasporto.

L’implementazione di tecnologie come l’Internet of Things, l’intelligenza artificiale e i sensori intelligenti consente di ottimizzare i flussi di traffico, gestire in modo efficiente le infrastrutture e fornire informazioni in tempo reale agli utenti.

Piattaforme di car sharing, bike sharing e servizi di micro-mobilità, integrati con il trasporto pubblico, offrono soluzioni di mobilità flessibili e sostenibili per gli spostamenti urbani.

Lo sviluppo di veicoli autonomi e connessi può contribuire a migliorare la sicurezza stradale, ottimizzare i consumi energetici e favorire l’integrazione dei diversi modi di trasporto.

La riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici, come particolato fine e ossidi di azoto, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre i rischi per la salute pubblica. Tutto ciò porterà a benefici per l’ambiente, come detto, ma anche per la salute: l’adozione di modi di spostamento attivi, come la camminata e la bicicletta, infatti, promuove un’attività fisica regolare, con benefici per la salute cardiovascolare e il benessere generale. Inoltre, la transizione verso una mobilità a basse emissioni di carbonio contribuisce a ridurre l’impatto del trasporto sul cambiamento climatico, favorendo la salvaguardia dell’ambiente.

La mobilità sostenibile è dunque essenziale per un futuro sostenibile, contribuendo a città più pulite, vivibili e connesse. Investire in politiche e infrastrutture che promuovano la mobilità sostenibile non solo affronta le sfide ambientali, ma migliora anche la qualità della vita per tutti.

Questo approfondimento è realizzato a cura di Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino, nell’ambito del progetto SMUOVIAMOCI. 

La mobilità condivisa rappresenta una delle soluzioni più innovative per spostarsi in città senza la necessità di possedere un’auto, una bici o uno scooter. Questo approccio sta rapidamente rivoluzionando il modo di muoversi nei centri urbani, offrendo alternative pratiche ai veicoli privati e ai mezzi pubblici, con un impatto positivo sulla riduzione dell’inquinamento.

I benefici sono molteplici, sia per i singoli cittadini che per l’ambiente, ma per comprenderne appieno il potenziale è fondamentale conoscere i servizi disponibili, valutarne i vantaggi e considerare eventuali criticità. La mobilità condivisa non è solo una risposta pratica alle esigenze di spostamento, ma anche un elemento chiave nella trasformazione sostenibile della mobilità urbana in Italia.

Che cos’è la mobilità condivisa?

Questo modello di trasporto si basa sull’idea che i mezzi possano essere condivisi tra più utenti, anziché essere di proprietà esclusiva. Grazie a piattaforme digitali, come app, è possibile prenotare auto, biciclette, monopattini e scooter per un utilizzo temporaneo, adattandosi alle esigenze di ogni individuo.

I principali servizi disponibili

  • Car sharing: automobili distribuite in punti strategici della città, da utilizzare per il tempo necessario pagando in base ai minuti o ai chilometri percorsi.
  • Bike sharing: biciclette, localizzabili in stazioni fisse o sparse per la città, sbloccabili tramite un’applicazione.
  • Scooter sharing: scooter elettrici a noleggio, ideali per spostamenti rapidi e a basse emissioni.
  • Monopattino sharing: monopattini elettrici perfetti per tragitti brevi, prenotabili con pochi clic.

Questa modalità di spostamento offre una notevole flessibilità e rappresenta una soluzione pratica, soprattutto nelle città congestionate dal traffico.

 

Pro e Contro: un’analisi approfondita

La mobilità condivisa ha trasformato profondamente il modo in cui ci muoviamo nei centri urbani, offrendo nuove opportunità per spostarsi in modo più efficiente, sostenibile ed economico. Tuttavia, come accade per ogni innovazione, questa modalità di trasporto presenta una serie di vantaggi significativi ma anche alcune sfide che meritano attenzione. Analizziamone insieme i punti di forza e le criticità, per comprendere appieno come questo fenomeno stia ridefinendo la mobilità nelle nostre città e quale impatto abbia sulla vita quotidiana, sull’ambiente e sull’organizzazione degli spazi urbani.

I vantaggi della mobilità condivisa

  • Risparmio economico
    Non è necessario possedere un veicolo, eliminando costi significativi come l’acquisto, la manutenzione, l’assicurazione e il carburante. Paghi solo per ciò che utilizzi, rendendola una scelta particolarmente vantaggiosa per chi si sposta occasionalmente.
  • Riduzione del traffico
    Meno auto private significano strade meno congestionate. Questo favorisce una circolazione più fluida, migliorando la qualità della vita nei centri urbani.
  • Impatto ambientale positivo
    Molti mezzi condivisi, come biciclette e scooter elettrici, contribuiscono a ridurre le emissioni di CO₂. Questo modello di mobilità si allinea agli obiettivi di sostenibilità, promuovendo città più verdi e salubri.
  • Accessibilità semplificata
    Con un’app è possibile accedere a una vasta gamma di opzioni, come auto, biciclette e monopattini, ideali anche per attraversare zone a traffico limitato (ZTL) o difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali.
  • Meno necessità di parcheggi
    La riduzione del numero di veicoli privati comporta una minore domanda di posti auto, liberando spazio per altre esigenze urbane.

 

Le sfide della mobilità condivisa

  • Disponibilità variabile
    In alcune aree o orari, può essere difficile trovare un mezzo disponibile, soprattutto nei quartieri meno serviti.
  • Costi per tragitti lunghi
    Se conveniente per brevi spostamenti, l’utilizzo prolungato o su distanze maggiori può risultare economicamente svantaggioso rispetto ad altri mezzi.
  • Barriere tecnologiche
    L’accesso ai servizi richiede uno smartphone e una connessione internet, rendendoli meno inclusivi per alcune fasce della popolazione.

 

Un’evoluzione a diverse velocità: l’Italia e la mobilità condivisa

In Italia, il fenomeno è in crescita, ma con una diffusione ancora disomogenea. Nel 2022, i servizi di sharing mobility erano disponibili nel 77% dei capoluoghi del Nord, mentre al Centro e al Sud la copertura si fermava rispettivamente al 50% e al 48%.

  • Milano: pioniera, offre car sharing, bike sharing e monopattini in quasi ogni angolo della città.
  • Roma: ha sviluppato una rete significativa di scooter e biciclette, con alcune periferie ora collegate meglio.
  • Torino: mette a disposizione una varietà di servizi, inclusi monopattini elettrici per gli spostamenti nel centro.
  • Bologna: punta soprattutto sul bike sharing, sostenuto da una crescente rete ciclabile.

Anche città più piccole stanno abbracciando la condivisione, collaborando con aziende e regioni per introdurre soluzioni innovative come navette autonome e minibus elettrici per collegamenti locali.

Grazie al supporto delle amministrazioni locali, che offrono agevolazioni e parcheggi dedicati, la mobilità condivisa sta superando i confini delle metropoli. Oggi rappresenta un’opportunità anche per i centri minori, dove consente di spostarsi in modo semplice, economico e sostenibile.

La sharing mobility non è solo un’opzione pratica per i cittadini, ma anche un alleato per il turismo sostenibile, aprendo nuovi scenari di mobilità rispettosa dell’ambiente. Se ben integrata con altre forme di trasporto pubblico, può davvero contribuire a trasformare le nostre città in luoghi più vivibili e moderni.

Cosa fare in caso di problemi con un mezzo condiviso?

Può capitare di incontrare guasti, segni di usura o persino situazioni come un furto mentre utilizzi un mezzo di mobilità condivisa. Ecco come gestire al meglio queste eventualità:

  1. Segnala immediatamente il problema
    Ogni app di mobilità condivisa dispone di una sezione dedicata per segnalare anomalie tecniche o incidenti. Informare l’azienda è fondamentale per evitare responsabilità non dovute e per garantire che il mezzo venga messo in sicurezza e riparato.
  2. Non usare il mezzo danneggiato
    Se noti problemi come batteria scarica, freni difettosi o altre condizioni che lo rendono insicuro, non continuare a utilizzarlo. Cancella la prenotazione e cerca un’alternativa più affidabile: la tua sicurezza è la priorità.
  3. Furto del mezzo
    Se il mezzo viene sottratto mentre è sotto la tua responsabilità (ad esempio, in modalità parcheggio), contatta subito il servizio clienti. Molte piattaforme offrono assicurazioni contro il furto, e una comunicazione tempestiva può aiutarti a evitare penali o responsabilità.
  4. Documenta la situazione
    Scatta foto o prendi nota dei dettagli del problema. Questa documentazione sarà utile per dimostrare che il danno o il guasto era già presente, facilitando la gestione del caso da parte dell’azienda.

Ogni servizio ha le sue regole specifiche e coperture assicurative: prenditi il tempo per leggere i termini e le condizioni d’uso dell’app. Conoscere in anticipo come agire in situazioni di emergenza ti permetterà di affrontarle con maggiore serenità.

Affrontare eventuali imprevisti con un mezzo condiviso non deve essere motivo di stress: con la giusta procedura, tutto si risolve rapidamente.

La mobilità condivisa e il progetto #Smuoviamoci: un passo verso un futuro sostenibile

La mobilità condivisa offre una risposta concreta e innovativa ai problemi che affliggono le nostre città, come traffico, inquinamento e difficoltà di accesso ai servizi. Utilizzando questi mezzi alternativi, possiamo ridurre significativamente le emissioni di CO₂, rendere gli spostamenti più pratici e flessibili, e contribuire attivamente alla costruzione di un ambiente urbano più vivibile e sostenibile per tutti.

Il progetto #Smuoviamoci mira a diffondere una nuova cultura della mobilità sostenibile. L’obiettivo è duplice: incoraggiare i cittadini ad adottare soluzioni di trasporto più responsabili e abbattere i pregiudizi che ancora ostacolano la diffusione di questi servizi. Attraverso campagne di sensibilizzazione e la condivisione di informazioni chiare e aggiornate, il progetto vuole trasformare il modo in cui ci spostiamo, rendendo i cittadini protagonisti del cambiamento.

Smuoviamoci non è solo uno slogan, ma un invito concreto a ripensare le nostre abitudini di mobilità per costruire insieme un futuro più verde e consapevole.

Articolo di approfondimento redatto a cura di Assoutenti e Codacons.

Il progetto è realizzato in collaborazione tra: Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori con il contributo non condizionato di Telepass

FONTI:

  1. https://osservatoriosharingmobility.it/
  2. https://www.mase.gov.it/pagina/osservatorio-nazionale-sulla-sharing-mobility
  3. https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/sharing-mobility-cosa-e-sviluppo-in-italia/
  4. https://www.greenme.it/mobilita/sharing-mobility-lista-citta-virtuose-italia/
  5. https://www.repubblica.it/dossier/economia/top-story/2024/04/22/news/mobilita_condivisa_in_italia_cresce_linteresse_ma_costi_e_disponibilita_ne_frenano_lascesa-422701106/

 

servizi pubblici di trasporto regionale e locale sono dei sistemi di mobilità (terrestri, marittimi, lagunari, fluviali, ecc.) con itinerari, orari, frequenze e tariffe prestabilite in un territorio regionale o anche inter-regionali.

Il principale punto di riferimento normativo per il settore dei trasporti è il Decreto Burlando che colloca in capo alle Regioni la competenza in materia dei servizi pubblici di trasporto locali e regionali. Questo decreto introduce importanti elementi come ad esempio il contratto di servizio quale strumento regolatorio tra Ente affidante, ad esempio il Comune, e azienda affidataria, cioè l’azienda di trasporto.

 

I PRINCIPI

La possibilità di muoversi liberamente utilizzando i mezzi pubblici deve essere garantita a tutti i cittadini nel rispetto dei principi fondamentali di:

  • eguaglianza e imparzialità – i servizi di trasporto devono essere accessibili a tutti gli utenti, senza distinzione di sorta. L’accessibilità va garantita in particolar modo agli anziani e alle persone diversamente abili;
  • continuità – i servizi di trasporto devono essere continui e regolari (fanno eccezione le interruzioni dovute a causa di forza maggiore). In caso di necessità, vanno garantiti dei servizi sostitutivi e, in caso di sciopero, vanno garantiti dei servizi minimi tempestivamente e ampiamente comunicati;
  • partecipazione – chi eroga i servizi di trasporto deve garantire la partecipazione dei cittadini, anche attraverso le Associazioni di consumatori, a tavoli di confronto costruttivo sui principali problemi che riguardano il servizio;
  • efficienza ed efficacia – chi eroga i servizi di trasporto deve progettare, produrre e offrire il servizio puntando ad un suo continuo miglioramento sia nell’efficacia che nell’efficienza;
  • libertà di scelta – i cittadini devono potersi muovere liberamente scegliendo tra le possibilità offerte da molteplici e diverse modalità di trasporto.

 

CONOSCERE IL TPL DEL PROPRIO COMUNE

Per conoscere nel dettaglio come venga erogato il servizio di trasporto pubblico nel proprio Comune, è necessario procurarsi la Carta della mobilità, indicata anche come Carta dei servizi. È possibile trovarla sul sito dell’azienda o presso i suoi sportelli/biglietterie. La Carta è uno strumento che rafforza la garanzia della libertà di circolazione dei cittadini (come prevista all’art. 16 della nostra Costituzione e all’art. 8 del Trattato di Maastricht) sancendo un vero e proprio patto: con essa infatti l’azienda assume una serie di impegni nei confronti dei cittadini, utenti del servizio di trasporto pubblico, riguardo il servizio, le modalità di erogazione, gli standard di qualità e le forme di tutela previste.

La Carta della Mobilità è un documento che regola i rapporti fra un’impresa che eroga servizi di trasporto pubblico di persone sul territorio e i cittadini che ne usufruiscono.

Si tratta di un documento previsto da una direttiva della Presidenza del Consiglio del 1994 e poi dal D.P.C.M. del 30 dicembre 1998.

Viene redatta da ciascuna Azienda di Trasporto e pubblicizzata sulla base di disposizioni normative e in conformità ad intese con le Associazioni di Tutela dei Consumatori e con le Associazioni Imprenditoriali interessate.

La carta della mobilità contiene generalmente:

  • una descrizione dell’azienda che eroga il servizio, i principi fondamentali, informazioni sintetiche sulle strutture e i servizi forniti;
  • gli impegni e gli standard, cioè i livelli di servizio promessi, le relative modalità di verifica e aggiornamento;
  • indicazione delle procedure di reclamo, le modalità di rimborso o ristoro.

I viaggiatori hanno diritto ad essere informati sui contenuti della carta della mobilità con specifica evidenza delle ipotesi che danno luogo a forme di indennizzo o rimborso comunque denominate.

Per saperne di più, è possibile consultare il Contratto di servizio stipulato tra l’ente locale e l’azienda erogatrice. Al suo interno sono contenute informazioni utili come le caratteristiche dei servizi offerti, gli standard qualitativi minimi del servizio (in termini di età, manutenzione, confortevolezza e pulizia dei veicoli, e di regolarità delle corse), la struttura tariffaria, le sanzioni in caso di mancata osservanza del contratto, ecc.

È opportuno ricordare che i protagonisti dell’erogazione del servizio di trasporto sono tre: l’ente localel’azienda erogatrice del servizio, che lo organizza materialmente, e il cittadino, destinatario finale sulle cui esigenze di mobilità deve essere costruito il servizio di trasporto. Nella relazione tra questi tre soggetti, il contratto di servizio rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione pubblica si impegna a perseguire un interesse generale, cioè quello di offrire un servizio di trasporto pubblico ai propri cittadini.

 

LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

I cittadini possono e devono concorrere alla definizione di un servizio di trasporto pubblico che soddisfi le proprie esigenze di mobilità. In quanto destinatari finali, possono intervenire sia in fase di pianificazione del servizio che in quella di valutazione. Ecco un paio di esempi:

  • è possibile apportare un contributo alla stesura del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della propria città. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) è uno strumento strategico a disposizione dei Comuni. Le politiche e le misure inserite al suo interno riguardano tutti i modi e le forme di trasporto presenti nell’intero agglomerato urbano, pubblici e privati, passeggeri e merci, motorizzati e non motorizzati, di circolazione e sosta;
  • è possibile partecipare alla definizione e valutazione della qualità del servizio di trasporto. La legge finanziaria del 2008, all’articolo 2, comma 461, introduce una serie di disposizioni a tutela dei diritti dei consumatori nell’ambito dei servizi pubblici locali in generale, e quindi anche del trasporto pubblico. La novità più significativa introdotta riguarda il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori, e degli stessi cittadini, nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento dei servizi. In sintesi, la norma prevede l’obbligo per l’ente erogatore di emanare la Carta della qualità dei servizi, da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le imprese e le Associazioni dei consumatori. Inoltre, la consultazione delle Associazioni è considerata obbligatoria, così come le verifiche periodiche dell’adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi del servizio (ma ogni cittadino può presentare osservazioni e proposte).

 

COSA FARE IN CASO DI TPL INADEGUATO

  • Presentare un reclamo. Nella Carta della mobilità sono indicati tutti i contatti a cui presentare reclami per i disservizi subiti.
  1. Rivolgersi alle AACC. Per dare maggior forza alle tue segnalazioni rivolgiti alle Associazioni di consumatori.
  2. Rivolgersi all’Autorità di regolazione dei trasporti (ART). L’Autorità ha il potere di valutare reclami, istanze e segnalazioni presentati da utenti e consumatori, singoli o associati, riguardo al rispetto dei livelli qualitativi e tariffari, e di irrogare sanzioni amministrative pecuniarie.

Questo approfondimento è realizzato a cura di Adoc e Cittadinanzattiva nell’ambito del progetto SMUOVIAMOCI.

La mobilità individuale è destinata a soddisfare esigenze di trasporto personale: è a propulsione prevalentemente elettrica, è ecologica, economica e sostenibile sia per impatto ambientale sia per utilizzazione.

In senso stretto, comprende i veicoli e i dispositivi per la micro-mobilità elettrica, quali, soprattutto, monopattini elettrici, biciclette elettriche, ma anche hoverboard, segway e monowheel. In senso ampio, può essere intesa come ogni tipo di trasporto che utilizza veicoli ecologici, individuali e sostenibili.

Tutti questi veicoli e dispositivi hanno una funzione comune che è quella di ridurre l’impiego di autovetture private e, perciò, di ridurre il traffico, l’inquinamento, il livello del rumore; ma il loro uso va tuttavia distinto in funzione delle esigenze di mobilità e la scelta di impiegare un tipo piuttosto che un altro non può essere collegata solo a gusti, inclinazioni individuali o ad esigenze personali. Tutti i dispositivi di micro-mobilità elettrica sono anche utilizzabili per un perfetto connubio con i mezzi di trasporto pubblici come, ad esempio, metropolitane e treni.

In un breve video, raccontiamo tre esempi pratici di mobilità individuale facile, economica e sostenibile. Buona visione!